Tutti noi, quando è iniziata questa fase di restrizioni agli spostamenti, ci siamo chiesti, tra mille altre cose, anche come avremmo fatto a continuare a ballare. E i maestri, dal canto loro, come continuare a farci lezione, e a farci divertire insieme senza poter organizzare le nostre serate Western Spirit.

Quando è partito, l’esperimento “scuola di ballo country su Facebook” sembrava, come ogni altra parte di vita che in questo periodo si è trasferita nell’etere, qualcosa di nuovo e strano, ma pur di non smettere di ballare, siamo disposti a usare qualsiasi mezzo (lecito)

Al via, quindi, le lezioni in diretta, tutti belli organizzati per gruppi e orari, con il comfort aggiuntivo per i più temerari di poter saltellare in ciabatte con l’occasionale rischio di scalciarle sul frigorifero. Le nostre serate ora si chiamano “dirette” e sono più che altro pomeriggi, ma a parte questo, non è cambiato molto – per fortuna.

E l’esperimento non solo sta riuscendo, ma ci piace e ci unisce ancora di più, e sì che ne abbiamo bisogno.

Domeniche di quarantena, sole e silenzio che entrano dalle finestre, il tempo che pare aver smesso di scorrere quasi per tutti. E’ un tempo allungato come la distanza che senti fra te e gli altri esseri umani, che sono così vicini ma sembrano lontani anni luce, come tanti microcosmi che hanno smesso di collidere; anche se dovresti averci fatto l’abitudine, non ti ci abitui ancora per davvero. Potresti quasi cedere al richiamo del divano pomeridiano… ma un brivido frizzante ti ricorda che qualcuno ti aspetta.

Esattamente alle 15:30, quindi ti sbrighi a togliere di mezzo gli impicci per fare spazio. Allestisci il video, imprechi contro la connessione lenta, ma alla fine apri Facebook… e spontaneamente ti viene un sorriso, perché li vedi tutti lì.

Praticamente tutta la Western Spirit è online, ci si saluta, volano baci virtuali, tu aspetti che parta la diretta ricontrollando la lista dei balli e pensando che, alla fine, di tutto quello che volevi ripassare non hai fatto un accidente… ma chissenefrega, oggi è un pomeriggio di #ioballoacasa ai tempi del coronavirus, e anche se sbagli non ti vedrà nessuno

I maestri partono, uno dopo l’altro ballano nei loro salotti, concentratissimi: certo seguirli in video non è come poterglisi piazzare dietro in serata, ma sono sempre il tuo punto di riferimento, ed è un po’ come se fossero lì insieme a te. Ogni tanto rallenti, vai a bere, commenti e torni a ballare, finché arriva la canzone che proprio ti piace di più… spalanchi le finestre, perché nel frattempo hai iniziato a sentire un caldo feroce, e strilli cantando (o canti strillando): anche i tuoi vicini devono capire quant’è bello ballare a squarciagola.

Il tempo vola, come non ha fatto mai per tutti questi giorni, e sei sicuro che, ovunque siano, anche tutti gli altri si stanno divertendo come te, e questo te li fa sentire un po’ più vicini. I microcosmi iniziano a sprigionare scintille di energia trasmessa a distanza, e dai commenti che leggi capisci che oggi tutti quanti ci sentiamo meno soli.

Le gambe fanno male molto prima del solito, i maestri ridono in video e tu ridi guardandoli perché l’aperitivo alcolico ha dato i suoi frutti, e mentre il grado di precisione diminuisce un po’, il grado di allegria schizza altissimo, ma il bello della tua scuola è anche, e soprattutto, questo.

Alla fine ti fermi, un po’ stralunato ti accorgi che sono già arrivate le 19:30; ma le ore sono sembrate attimi, la tua stanza è sembrata piena di persone, e quando la diretta finisce esiti un po’ a spegnere tutto, così ché quella sensazione non svanisca. Ma già sai che la prossima settimana la magia si ricreerà… e con questo pensiero ti rassegni a lasciare nuovamente spazio al silenzio.

Ballare ai tempi del coronavirus è anche questo: continuare ad avere voglia di girare, e saltare, e trasmettere energia con ogni mezzo possibile, di avvicinarsi in un cerchio virtuale dove nessuno può toccarsi ma tutti possiamo sentirci. Senza questa magia targata Western Spirit, questa Domenica sarebbe stata più lunga, e più vuota. Ci aspettiamo tutti la prossima settimana per regalarcela ancora, lezione dopo lezione, diretta dopo diretta, finché questo strano e complicato periodo non sarà passato, e i nostri stivali non rimbomberanno sulla pedana di nuovo, tutti insieme.