C’era un volta… La Line Dance.

Un po’ di storia, ma non troppa, della Country Line Dance.

Quando parliamo di Line Dance, in automatico la immaginiamo ballata sulla Country music. In realtà, il matrimonio tra questa disciplina e le canzoni Country, per quanto ben riuscito, è meno longevo di quanto comunemente si pensi.

Entrambe hanno avuto percorsi distinti, ma che a un certo punto si sono avvicinati fino a raggiungere la quasi totale sovrapposizione di oggi. Tra un coaster step e un kick, uno shuffle e un apple jack, forse non tutti sanno che molti passi di Line Dance hanno venerande età, affondando le loro radici nei primi decenni del XX secolo. E ancora più antiche sono le radici della Country music, ma di questo ci occuperemo un’altra volta…

La Line Dance deriva dalla commistione e dall’evoluzione di molti generi diversi, principalmente risalenti alla tradizione folk, come lo swing e la lindy hop degli anni ’30, che a sua volta attingeva a piene mani da jazz, tap, breakaway e Charleston, senza dimenticare contributi esotici da parte delle danze tradizionali africane.

Con gli anni ’70 e il successo della disco, e soprattutto la crescita dei video musicali negli anni ’80, gli ingredienti fondamentali per il grande successo della Line Dance erano pronti: il pubblico iniziò a familiarizzarsi con la visione di file di ballerini che eseguivano coreografie specificamente create per le hit che passavano su MTV, le sale da ballo si moltiplicavano e in questo contesto la Country music si sposò alla Line Dance per creare la coppia perfetta.

Molti fan del genere Country avevano infatti voglia di imparare un modo di ballare che non avesse bisogno di complicati arabeschi eseguiti in sintonia con un partner, e che fosse diverso dallo stile “condurre e seguire” tipico di molti balli country tradizionali. La Line Dance rispondeva benissimo a questo desiderio, come dimostrò ad esempio il rapido successo di balli come il Tush Push, ma la sua diffusione sarebbe certo stata più lenta senza il contributo di un’ormai famosissima coreografia, sul brano “Achy Breaky Heart” di Billy Ray Cyrus, creata da Melanie Greenwood nel 1992. Uno step sheet con le istruzioni per l’esecuzione venne distribuito dall’etichetta di Cyrus alle sale da ballo Country statunitensi, in modo che i fan potessero impararla e ballarla come nel video. Divenne un vero tormentone.

Il successo di questa formula stabilì un modello che avrebbe facilitato il connubio tra Country music e Line Dance negli anni a venire, con sempre più balli ideati su canzoni Country, e istruttori che insegnavano ai fan nuove coreografie ogni settimana. Parallelamente a questo filone si è andata sviluppando una tradizione legata al soul (chiamata anche “urban line dance”) diffusa principalmente nelle comunità afro-americane.

Ma perché, a prescindere da età, provenienza geografica, e da quanti altri stili di ballo possiamo aver praticato (o non praticato), la Line Dance ci piace così tanto?

Sicuramente la combinazione tra una coreografia predefinita, che permette anche ai meno esperti di ballare e divertirsi, e la libertà espressiva del singolo nell’eseguirla, che si presta a elaborazioni stilistiche per chi vuole cimentarvisi, è una sintesi vincente: la rende infatti un ballo che non esclude nessuno, non solo a livello di esperienza, ma perché è alla portata di ogni fascia di età. L’assenza della partnership maschio-femmina, inoltre, va incontro al gusto di chi vuole evitare i balli di coppia, o divertirsi con un gruppo di sole amiche o amici.

A partire dalle realtà più piccole come le classi nelle scuole di Line Dance, per arrivare alle grandi fiere Country, vediamo grandi e piccoli insieme, ad esempio chiedendosi reciprocamente lumi su come partiva una coreografia, persone dai più vari background stringere amicizie decennali, nuove coppie formarsi. E’ una disciplina in cui famiglie intere imparano insieme, crescono insieme come ballerini e si cimentano in gare ed esibizioni, e questa forza aggregante è forse uno dei meriti più grandi della Line Dance.

In definitiva, il vero segreto della Line Dance e la chiave del suo successo è, semplicemente, questo: il divertimento. Tutti noi, che aspettiamo con impazienza lezioni e serate, e che non vediamo l’ora di tornare ad affollare la pista e riabbracciarci tutti con gli occhi e il sorriso, siamo la prova che con la Line Dance la nostra vita è diventata un po’ più ricca, forse un po’ più bella, ma di sicuro molto più divertente.

Fonti:

JOCELYN R. NEAL, University of North Carolina at Chapel Hill, in “The New Encyclopedia of Southern Culture: Volume 16: Sports and Recreation”, Harvey H. Jackson III.

SECRET OF THE ACHY BREAKY, John Habich, Minneapolis-St. Paul Star Tribune (CHICAGO TRIBUNE), July 23, 1992.

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2020-07-03T13:34:25+02:00

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